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        <title>Spin-Off: il podcast di InOltre</title>
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        <description>Esploriamo prima di giudicare, analizziamo anziché schierarci. Cerchiamo le connessioni oltre la superficie. Niente notizie da vetrina.
Spin-off è antitribale: non difende bandiere, non cerca consenso, non semplifica per piacere. Per orientarsi in un mondo complesso, per chi vuole vedere come le storie si trasformano, si intrecciano e spesso finiscono molto lontano da dove erano iniziate.
Spin-off, ciò che parte e non si sa dove arriva.</description>
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                <title>Spin-Off: il podcast di InOltre</title>
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                <itunes:subtitle>Esploriamo prima di giudicare, analizziamo anziché schierarci. Cerchiamo le connessioni oltre la superficie. Niente notizie da vetrina.
Spin-off è antitribale: non difende bandiere, non cerca consenso, non semplifica per piacere. Per orientarsi in un mondo complesso, per chi vuole vedere come le storie si trasformano, si intrecciano e spesso finiscono molto lontano da dove erano iniziate.
Spin-off, ciò che parte e non si sa dove arriva.</itunes:subtitle>
        <itunes:author>Inoltre</itunes:author>
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        <itunes:summary>Esploriamo prima di giudicare, analizziamo anziché schierarci. Cerchiamo le connessioni oltre la superficie. Niente notizie da vetrina.
Spin-off è antitribale: non difende bandiere, non cerca consenso, non semplifica per piacere. Per orientarsi in un mondo complesso, per chi vuole vedere come le storie si trasformano, si intrecciano e spesso finiscono molto lontano da dove erano iniziate.
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                <title>
                    <![CDATA[Ep. 12: Regno Unito, la crisi politica di Starmer tra Labour diviso e pressione dei media]]>
                </title>
                <pubDate>Sat, 16 May 2026 20:19:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>Inoltre</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>Raffaele Magaldi intervista Alessandra Libutti sulla fase turbolenta della politica britannica: le tensioni interne al Labour, la pressione su Keir Starmer, il ruolo amplificatore dei media, l’ascesa di Reform e il difficile riavvicinamento del Regno Unito all’Europa dopo la Brexit.</p>]]>
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                    <![CDATA[Raffaele Magaldi intervista Alessandra Libutti sulla fase turbolenta della politica britannica: le tensioni interne al Labour, la pressione su Keir Starmer, il ruolo amplificatore dei media, l’ascesa di Reform e il difficile riavvicinamento del Regno Unito all’Europa dopo la Brexit.]]>
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                    <![CDATA[Ep. 12: Regno Unito, la crisi politica di Starmer tra Labour diviso e pressione dei media]]>
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                    <![CDATA[Inoltre]]>
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                            </item>
                    <item>
                <title>
                    <![CDATA[Ep. 11: Ucraina, memoria e resistenza: intervista a Marco Setaccioli]]>
                </title>
                <pubDate>Wed, 06 May 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>Inoltre</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>Cosa significa davvero “resistenza” oggi? E cosa possiamo imparare dall’Ucraina in guerra?</p>
<p>In questa puntata di <em>Spin-Off</em>, Raffaele Magaldi intervista Marco Setaccioli, giornalista e attivista pro-ucraino appena rientrato da Kyiv. Attraverso il suo racconto diretto, emergono storie di resilienza quotidiana, identità nazionale in costruzione e un forte senso di appartenenza che si manifesta anche nei gesti più inaspettati — come l’invio di libri al fronte.</p>
<p>Dalla commemorazione quotidiana delle vittime alla consegna simbolica della tessera FIAP alla premio Nobel Oleksandra Matvichuk, l’episodio esplora il significato contemporaneo della resistenza, mettendolo in dialogo con il 25 aprile italiano e le sue contraddizioni.</p>
<p>Si parla anche di propaganda, narrazioni distorte e del ruolo dell’informazione, con uno sguardo critico su come il conflitto viene percepito in Italia rispetto alla realtà sul campo.</p>
<p>Un episodio intenso e ricco di spunti per comprendere meglio non solo la guerra in Ucraina, ma anche il valore universale della libertà e della democrazia.</p>]]>
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                    <![CDATA[Cosa significa davvero “resistenza” oggi? E cosa possiamo imparare dall’Ucraina in guerra?
In questa puntata di Spin-Off, Raffaele Magaldi intervista Marco Setaccioli, giornalista e attivista pro-ucraino appena rientrato da Kyiv. Attraverso il suo racconto diretto, emergono storie di resilienza quotidiana, identità nazionale in costruzione e un forte senso di appartenenza che si manifesta anche nei gesti più inaspettati — come l’invio di libri al fronte.
Dalla commemorazione quotidiana delle vittime alla consegna simbolica della tessera FIAP alla premio Nobel Oleksandra Matvichuk, l’episodio esplora il significato contemporaneo della resistenza, mettendolo in dialogo con il 25 aprile italiano e le sue contraddizioni.
Si parla anche di propaganda, narrazioni distorte e del ruolo dell’informazione, con uno sguardo critico su come il conflitto viene percepito in Italia rispetto alla realtà sul campo.
Un episodio intenso e ricco di spunti per comprendere meglio non solo la guerra in Ucraina, ma anche il valore universale della libertà e della democrazia.]]>
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                    <![CDATA[Ep. 11: Ucraina, memoria e resistenza: intervista a Marco Setaccioli]]>
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<p>In questa puntata di <em>Spin-Off</em>, Raffaele Magaldi intervista Marco Setaccioli, giornalista e attivista pro-ucraino appena rientrato da Kyiv. Attraverso il suo racconto diretto, emergono storie di resilienza quotidiana, identità nazionale in costruzione e un forte senso di appartenenza che si manifesta anche nei gesti più inaspettati — come l’invio di libri al fronte.</p>
<p>Dalla commemorazione quotidiana delle vittime alla consegna simbolica della tessera FIAP alla premio Nobel Oleksandra Matvichuk, l’episodio esplora il significato contemporaneo della resistenza, mettendolo in dialogo con il 25 aprile italiano e le sue contraddizioni.</p>
<p>Si parla anche di propaganda, narrazioni distorte e del ruolo dell’informazione, con uno sguardo critico su come il conflitto viene percepito in Italia rispetto alla realtà sul campo.</p>
<p>Un episodio intenso e ricco di spunti per comprendere meglio non solo la guerra in Ucraina, ma anche il valore universale della libertà e della democrazia.</p>]]>
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In questa puntata di Spin-Off, Raffaele Magaldi intervista Marco Setaccioli, giornalista e attivista pro-ucraino appena rientrato da Kyiv. Attraverso il suo racconto diretto, emergono storie di resilienza quotidiana, identità nazionale in costruzione e un forte senso di appartenenza che si manifesta anche nei gesti più inaspettati — come l’invio di libri al fronte.
Dalla commemorazione quotidiana delle vittime alla consegna simbolica della tessera FIAP alla premio Nobel Oleksandra Matvichuk, l’episodio esplora il significato contemporaneo della resistenza, mettendolo in dialogo con il 25 aprile italiano e le sue contraddizioni.
Si parla anche di propaganda, narrazioni distorte e del ruolo dell’informazione, con uno sguardo critico su come il conflitto viene percepito in Italia rispetto alla realtà sul campo.
Un episodio intenso e ricco di spunti per comprendere meglio non solo la guerra in Ucraina, ma anche il valore universale della libertà e della democrazia.]]>
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                    <![CDATA[Inoltre]]>
                </itunes:author>
                            </item>
                    <item>
                <title>
                    <![CDATA[Ep. 10: La lingua, la propaganda, la guerra: Nastya smonta il mito dei russofoni perseguitati]]>
                </title>
                <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>Inoltre</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>Una testimonianza dal Donbass prima e dopo il 2014: Nastya racconta un’infanzia russofona ma ucraina, senza fratture identitarie, e il brusco passaggio dalla normalità alla propaganda, dalle proteste agli “uomini verdi”, fino alla guerra aperta. Un racconto diretto su ciò che le narrazioni filorusse cancellano: la vita concreta di chi ha visto il proprio mondo diventare irraggiungibile.</p>]]>
                                    </description>
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                    <![CDATA[Ep. 10: La lingua, la propaganda, la guerra: Nastya smonta il mito dei russofoni perseguitati]]>
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                    <![CDATA[Inoltre]]>
                </itunes:author>
                            </item>
                    <item>
                <title>
                    <![CDATA[Ep. 9: La fede sequestrata: Trump, Maga e il Vangelo patriottico]]>
                </title>
                <pubDate>Mon, 20 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>Inoltre</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>La deriva messianica del trumpismo, il nodo irrisolto dell'immigrazione e la sfida al liberalismo: Alfonso Lanzieri, docente di filosofia alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, analizza il cortocircuito tra politica e religione nell'America di Trump. Un fenomeno che sequestra il Vangelo per farne bandiera partitica, trasforma l'avversario politico in nemico escatologico e alimenta il complottismo. Con uno sguardo sull'Europa e una domanda aperta: quale Occidente vale davvero la pena difendere?</p>]]>
                                    </description>
                <itunes:subtitle>
                    <![CDATA[La deriva messianica del trumpismo, il nodo irrisolto dell'immigrazione e la sfida al liberalismo: Alfonso Lanzieri, docente di filosofia alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, analizza il cortocircuito tra politica e religione nell'America di Trump. Un fenomeno che sequestra il Vangelo per farne bandiera partitica, trasforma l'avversario politico in nemico escatologico e alimenta il complottismo. Con uno sguardo sull'Europa e una domanda aperta: quale Occidente vale davvero la pena difendere?]]>
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                    <![CDATA[Ep. 9: La fede sequestrata: Trump, Maga e il Vangelo patriottico]]>
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                                    <itunes:episode>9</itunes:episode>
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                    <![CDATA[La deriva messianica del trumpismo, il nodo irrisolto dell'immigrazione e la sfida al liberalismo: Alfonso Lanzieri, docente di filosofia alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, analizza il cortocircuito tra politica e religione nell'America di Trump. Un fenomeno che sequestra il Vangelo per farne bandiera partitica, trasforma l'avversario politico in nemico escatologico e alimenta il complottismo. Con uno sguardo sull'Europa e una domanda aperta: quale Occidente vale davvero la pena difendere?]]>
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                    <![CDATA[Inoltre]]>
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                    <![CDATA[Ep. 8: Agenda setting all’italiana: potere, media e doppio standard]]>
                </title>
                <pubDate>Sun, 12 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>Inoltre</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>In questo nuovo episodio abbiamo affrontato un tema che riguarda da vicino il funzionamento dell’informazione in Italia, e lo abbiamo fatto partendo da un caso concreto per arrivare a una questione più ampia: chi costruisce davvero l’agenda mediatica? E con quali criteri?</p>
<p>Ne abbiamo parlato con Carmelo Palma e con Iuri Maria Prado, che porterà anche la sua esperienza diretta su un terreno molto concreto: quello degli esposti disciplinari e delle reazioni — o delle mancate reazioni — del sistema.</p>
<p>Lo spunto ce lo ha dato da un articolo di Carmelo Palma, L’agenda setting dello scandalo. I sommersi e i salvati dell’informazione “democratica”, che analizza un meccanismo tanto evidente quanto poco discusso: la diversa capacità di trasformare fatti marginali in scandali nazionali.</p>
<p>Non si tratta semplicemente di orientamento politico, ma di struttura, metodo e soprattutto legittimazione. In altre parole: non tutte le operazioni mediatiche, anche quando sono identiche, producono gli stessi effetti.</p>
<p>Nel corso della conversazione entreremo nel merito di questo squilibrio, cercando di capire perché una certa informazione riesca ancora oggi a dettare tempi e temi del dibattito pubblico, anche in un contesto politico che, almeno formalmente, sembrerebbe cambiato.</p>
<p>A questo si aggiunge un secondo livello, forse ancora più delicato: quello delle regole. Che ruolo hanno gli ordini professionali? Funzionano davvero come garanti del rispetto deontologico oppure diventano parte del problema?</p>
<p>È una discussione che tocca nervi scoperti: informazione, potere, conformismo e libertà. Senza slogan e senza semplificazioni.</p>]]>
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                    <![CDATA[In questo nuovo episodio abbiamo affrontato un tema che riguarda da vicino il funzionamento dell’informazione in Italia, e lo abbiamo fatto partendo da un caso concreto per arrivare a una questione più ampia: chi costruisce davvero l’agenda mediatica? E con quali criteri?
Ne abbiamo parlato con Carmelo Palma e con Iuri Maria Prado, che porterà anche la sua esperienza diretta su un terreno molto concreto: quello degli esposti disciplinari e delle reazioni — o delle mancate reazioni — del sistema.
Lo spunto ce lo ha dato da un articolo di Carmelo Palma, L’agenda setting dello scandalo. I sommersi e i salvati dell’informazione “democratica”, che analizza un meccanismo tanto evidente quanto poco discusso: la diversa capacità di trasformare fatti marginali in scandali nazionali.
Non si tratta semplicemente di orientamento politico, ma di struttura, metodo e soprattutto legittimazione. In altre parole: non tutte le operazioni mediatiche, anche quando sono identiche, producono gli stessi effetti.
Nel corso della conversazione entreremo nel merito di questo squilibrio, cercando di capire perché una certa informazione riesca ancora oggi a dettare tempi e temi del dibattito pubblico, anche in un contesto politico che, almeno formalmente, sembrerebbe cambiato.
A questo si aggiunge un secondo livello, forse ancora più delicato: quello delle regole. Che ruolo hanno gli ordini professionali? Funzionano davvero come garanti del rispetto deontologico oppure diventano parte del problema?
È una discussione che tocca nervi scoperti: informazione, potere, conformismo e libertà. Senza slogan e senza semplificazioni.]]>
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                    <![CDATA[<p>In questo nuovo episodio abbiamo affrontato un tema che riguarda da vicino il funzionamento dell’informazione in Italia, e lo abbiamo fatto partendo da un caso concreto per arrivare a una questione più ampia: chi costruisce davvero l’agenda mediatica? E con quali criteri?</p>
<p>Ne abbiamo parlato con Carmelo Palma e con Iuri Maria Prado, che porterà anche la sua esperienza diretta su un terreno molto concreto: quello degli esposti disciplinari e delle reazioni — o delle mancate reazioni — del sistema.</p>
<p>Lo spunto ce lo ha dato da un articolo di Carmelo Palma, L’agenda setting dello scandalo. I sommersi e i salvati dell’informazione “democratica”, che analizza un meccanismo tanto evidente quanto poco discusso: la diversa capacità di trasformare fatti marginali in scandali nazionali.</p>
<p>Non si tratta semplicemente di orientamento politico, ma di struttura, metodo e soprattutto legittimazione. In altre parole: non tutte le operazioni mediatiche, anche quando sono identiche, producono gli stessi effetti.</p>
<p>Nel corso della conversazione entreremo nel merito di questo squilibrio, cercando di capire perché una certa informazione riesca ancora oggi a dettare tempi e temi del dibattito pubblico, anche in un contesto politico che, almeno formalmente, sembrerebbe cambiato.</p>
<p>A questo si aggiunge un secondo livello, forse ancora più delicato: quello delle regole. Che ruolo hanno gli ordini professionali? Funzionano davvero come garanti del rispetto deontologico oppure diventano parte del problema?</p>
<p>È una discussione che tocca nervi scoperti: informazione, potere, conformismo e libertà. Senza slogan e senza semplificazioni.</p>]]>
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Ne abbiamo parlato con Carmelo Palma e con Iuri Maria Prado, che porterà anche la sua esperienza diretta su un terreno molto concreto: quello degli esposti disciplinari e delle reazioni — o delle mancate reazioni — del sistema.
Lo spunto ce lo ha dato da un articolo di Carmelo Palma, L’agenda setting dello scandalo. I sommersi e i salvati dell’informazione “democratica”, che analizza un meccanismo tanto evidente quanto poco discusso: la diversa capacità di trasformare fatti marginali in scandali nazionali.
Non si tratta semplicemente di orientamento politico, ma di struttura, metodo e soprattutto legittimazione. In altre parole: non tutte le operazioni mediatiche, anche quando sono identiche, producono gli stessi effetti.
Nel corso della conversazione entreremo nel merito di questo squilibrio, cercando di capire perché una certa informazione riesca ancora oggi a dettare tempi e temi del dibattito pubblico, anche in un contesto politico che, almeno formalmente, sembrerebbe cambiato.
A questo si aggiunge un secondo livello, forse ancora più delicato: quello delle regole. Che ruolo hanno gli ordini professionali? Funzionano davvero come garanti del rispetto deontologico oppure diventano parte del problema?
È una discussione che tocca nervi scoperti: informazione, potere, conformismo e libertà. Senza slogan e senza semplificazioni.]]>
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                    <![CDATA[Inoltre]]>
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                            </item>
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                <title>
                    <![CDATA[Ep. 7: Che cosa intende la destra tech per nazionalizzazione della tecnologia?]]>
                </title>
                <pubDate>Sat, 04 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>Inoltre</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>«Se non pensate che questo porterà alla nazionalizzazione della nostra tecnologia, siete dei ritardati.» Il 3 marzo, davanti all'élite tech americana, il CEO di Palantir Alex Karp ha pronunciato una frase che nessuno si aspettava. Cosa intende esattamente per nazionalizzazione — e cosa c’entra con il caso Anthropic? Alessandra Libutti ne parla con il giurista Andrea Venanzoni e con Samuele Murtinu, professore di International Business all’Università di Utrecht.</p>
<p></p>]]>
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                    <![CDATA[«Se non pensate che questo porterà alla nazionalizzazione della nostra tecnologia, siete dei ritardati.» Il 3 marzo, davanti all'élite tech americana, il CEO di Palantir Alex Karp ha pronunciato una frase che nessuno si aspettava. Cosa intende esattamente per nazionalizzazione — e cosa c’entra con il caso Anthropic? Alessandra Libutti ne parla con il giurista Andrea Venanzoni e con Samuele Murtinu, professore di International Business all’Università di Utrecht.
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                    <![CDATA[Inoltre]]>
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                    <item>
                <title>
                    <![CDATA[Ep. 6: Dentro la rete di Peter Thiel: media, dati e potere]]>
                </title>
                <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>Inoltre</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>Come si costruisce un’influenza globale nel XXI secolo? Partendo dal caso del Telegraph e passando per Stati Uniti e Regno Unito, ricostruiamo la rete di relazioni finanziarie, tecnologiche e ideologiche legate a Peter Thiel. Una riflessione su informazione, democrazia e sul ruolo dei dati nel ridisegnare il potere.</p>]]>
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                    <![CDATA[Come si costruisce un’influenza globale nel XXI secolo? Partendo dal caso del Telegraph e passando per Stati Uniti e Regno Unito, ricostruiamo la rete di relazioni finanziarie, tecnologiche e ideologiche legate a Peter Thiel. Una riflessione su informazione, democrazia e sul ruolo dei dati nel ridisegnare il potere.]]>
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                <title>
                    <![CDATA[Ep. 5: La separazione delle carriere? Una riforma nel dna della sinistra]]>
                </title>
                <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>Inoltre</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>Giorgio Tonini , storico esponente del riformismo di centrosinistra e del cattolicesimo democratico, ci racconta le ragioni della sinistra per il SÌ. Il paradosso di una riforma che completa la defascistizzazione del nostro sistema giudiziario, ad opera di un governo guidato da un partito tecnicamente post-fascista , e viene avversata dalla sinistra per mero politicismo.</p>]]>
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                    <![CDATA[Giorgio Tonini , storico esponente del riformismo di centrosinistra e del cattolicesimo democratico, ci racconta le ragioni della sinistra per il SÌ. Il paradosso di una riforma che completa la defascistizzazione del nostro sistema giudiziario, ad opera di un governo guidato da un partito tecnicamente post-fascista , e viene avversata dalla sinistra per mero politicismo.]]>
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                    <![CDATA[Ep. 5: La separazione delle carriere? Una riforma nel dna della sinistra]]>
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                    <![CDATA[<p>Giorgio Tonini , storico esponente del riformismo di centrosinistra e del cattolicesimo democratico, ci racconta le ragioni della sinistra per il SÌ. Il paradosso di una riforma che completa la defascistizzazione del nostro sistema giudiziario, ad opera di un governo guidato da un partito tecnicamente post-fascista , e viene avversata dalla sinistra per mero politicismo.</p>]]>
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                    <![CDATA[Giorgio Tonini , storico esponente del riformismo di centrosinistra e del cattolicesimo democratico, ci racconta le ragioni della sinistra per il SÌ. Il paradosso di una riforma che completa la defascistizzazione del nostro sistema giudiziario, ad opera di un governo guidato da un partito tecnicamente post-fascista , e viene avversata dalla sinistra per mero politicismo.]]>
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                    <![CDATA[Inoltre]]>
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                    <![CDATA[Ep. 4: Una battaglia liberale per un giudice davvero terzo]]>
                </title>
                <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>Inoltre</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>Pigi Battista ci racconta il suo impegno diretto per il Sì al referendum. Una battaglia di civiltà per allinearci alle grandi democrazie e contro il cumulo delle bugie dei nemici della riforma, la politicizzazione della magistratura e gli intrecci perversi tra stampa e pm.</p>]]>
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                    <![CDATA[Pigi Battista ci racconta il suo impegno diretto per il Sì al referendum. Una battaglia di civiltà per allinearci alle grandi democrazie e contro il cumulo delle bugie dei nemici della riforma, la politicizzazione della magistratura e gli intrecci perversi tra stampa e pm.]]>
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                    <![CDATA[Ep. 4: Una battaglia liberale per un giudice davvero terzo]]>
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                    <![CDATA[<p>Pigi Battista ci racconta il suo impegno diretto per il Sì al referendum. Una battaglia di civiltà per allinearci alle grandi democrazie e contro il cumulo delle bugie dei nemici della riforma, la politicizzazione della magistratura e gli intrecci perversi tra stampa e pm.</p>]]>
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                    <![CDATA[Pigi Battista ci racconta il suo impegno diretto per il Sì al referendum. Una battaglia di civiltà per allinearci alle grandi democrazie e contro il cumulo delle bugie dei nemici della riforma, la politicizzazione della magistratura e gli intrecci perversi tra stampa e pm.]]>
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                    <![CDATA[Inoltre]]>
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                <title>
                    <![CDATA[Ep. 3: Un Sì per una riforma liberale e di sinistra. Intervista a Stefano Ceccanti]]>
                </title>
                <pubDate>Sat, 14 Mar 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>Inoltre</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>Con Stefano Ceccanti, costituzionalista di riferimento della sinistra riformista e liberale, abbiamo tentato un'impresa disperata: tornare a parlare delle norme su cui saremo effettivamente chiamati a votare e non degli scenari propagandistici e apocalittici costruiti a prescindere dal contenuto della riforma della giustizia. Una riforma liberale e di sinistra.</p>]]>
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                    <![CDATA[Con Stefano Ceccanti, costituzionalista di riferimento della sinistra riformista e liberale, abbiamo tentato un'impresa disperata: tornare a parlare delle norme su cui saremo effettivamente chiamati a votare e non degli scenari propagandistici e apocalittici costruiti a prescindere dal contenuto della riforma della giustizia. Una riforma liberale e di sinistra.]]>
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                    <![CDATA[Ep. 3: Un Sì per una riforma liberale e di sinistra. Intervista a Stefano Ceccanti]]>
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                    <![CDATA[Con Stefano Ceccanti, costituzionalista di riferimento della sinistra riformista e liberale, abbiamo tentato un'impresa disperata: tornare a parlare delle norme su cui saremo effettivamente chiamati a votare e non degli scenari propagandistici e apocalittici costruiti a prescindere dal contenuto della riforma della giustizia. Una riforma liberale e di sinistra.]]>
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                    <![CDATA[Inoltre]]>
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                <title>
                    <![CDATA[Ep. 2: Un voto informato contro i falsi argomenti. Intervista a Antonio Di Pietro]]>
                </title>
                <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>Inoltre</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>Che c’azzecca il simbolo di Tangentopoli con il fronte del Sì? Antonio Di Pietro ci racconta perché, nel processo, un giocatore non può essere collega dell’arbitro. Un appassionato appello per una campagna referendaria priva di fake news sul contenuto della riforma. Come quelle messe in circolazione da troppi suoi ex colleghi.</p>]]>
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                <itunes:subtitle>
                    <![CDATA[Che c’azzecca il simbolo di Tangentopoli con il fronte del Sì? Antonio Di Pietro ci racconta perché, nel processo, un giocatore non può essere collega dell’arbitro. Un appassionato appello per una campagna referendaria priva di fake news sul contenuto della riforma. Come quelle messe in circolazione da troppi suoi ex colleghi.]]>
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                    <![CDATA[Ep. 2: Un voto informato contro i falsi argomenti. Intervista a Antonio Di Pietro]]>
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                    <![CDATA[Inoltre]]>
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                    <![CDATA[Ep. 1: Iran sotto attacco: equilibrio regionale e scenari globali]]>
                </title>
                <pubDate>Mon, 02 Mar 2026 15:11:31 +0000</pubDate>
                <dc:creator>Inoltre</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>Nel primo podcast di InOltre, Gianni Vernetti interpreta l’attacco a Khamenei come l’esito di una lunga escalation iniziata il 7 ottobre: non un episodio isolato, ma il tentativo di colpire al cuore la strategia iraniana della “mezzaluna sciita”, che per anni ha armato e finanziato attori come Hamas, Hezbollah e gli Houthi. L’obiettivo, più che militare, sarebbe politico: aprire la strada a un possibile cambio di regime. Le conseguenze, secondo Vernetti, andrebbero oltre Teheran, rafforzando l’asse tra Israele e monarchie del Golfo, indebolendo Russia e Cina e incidendo sugli equilibri globali, dall’Ucraina a Taiwan. Non manca una critica alle ambiguità di una parte della sinistra occidentale verso il regime iraniano.</p>]]>
                                    </description>
                <itunes:subtitle>
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                    <![CDATA[<p>Nel primo podcast di InOltre, Gianni Vernetti interpreta l’attacco a Khamenei come l’esito di una lunga escalation iniziata il 7 ottobre: non un episodio isolato, ma il tentativo di colpire al cuore la strategia iraniana della “mezzaluna sciita”, che per anni ha armato e finanziato attori come Hamas, Hezbollah e gli Houthi. L’obiettivo, più che militare, sarebbe politico: aprire la strada a un possibile cambio di regime. Le conseguenze, secondo Vernetti, andrebbero oltre Teheran, rafforzando l’asse tra Israele e monarchie del Golfo, indebolendo Russia e Cina e incidendo sugli equilibri globali, dall’Ucraina a Taiwan. Non manca una critica alle ambiguità di una parte della sinistra occidentale verso il regime iraniano.</p>]]>
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                    <![CDATA[Ep. 0 - Difesa comune europea nel contesto geopolitico attuale e futuro]]>
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                <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 09:40:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>Inoltre</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>Alessandra Libutti dialoga con Mario Greco, Generale di Brigata (in riserva), esperto di geopolitica, difesa e sicurezza, specializzato in analisi strategica, foresight e valutazione comparativa, per analizzare il declino della “Pax americana” e le sue conseguenze sulla sicurezza europea.</p>
<p>Dalla tenuta e trasformazione della NATO al tema delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, fino alla proposta di Mario Draghi di un’Europa federale e al concetto di “europeizzazione” dell’Alleanza Atlantica, un confronto chiaro e strategico sulle sfide che attendono l’Europa nel nuovo scenario multipolare.</p>]]>
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                    <![CDATA[Alessandra Libutti dialoga con Mario Greco, Generale di Brigata (in riserva), esperto di geopolitica, difesa e sicurezza, specializzato in analisi strategica, foresight e valutazione comparativa, per analizzare il declino della “Pax americana” e le sue conseguenze sulla sicurezza europea.
Dalla tenuta e trasformazione della NATO al tema delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, fino alla proposta di Mario Draghi di un’Europa federale e al concetto di “europeizzazione” dell’Alleanza Atlantica, un confronto chiaro e strategico sulle sfide che attendono l’Europa nel nuovo scenario multipolare.]]>
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<p>Dalla tenuta e trasformazione della NATO al tema delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, fino alla proposta di Mario Draghi di un’Europa federale e al concetto di “europeizzazione” dell’Alleanza Atlantica, un confronto chiaro e strategico sulle sfide che attendono l’Europa nel nuovo scenario multipolare.</p>]]>
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Dalla tenuta e trasformazione della NATO al tema delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, fino alla proposta di Mario Draghi di un’Europa federale e al concetto di “europeizzazione” dell’Alleanza Atlantica, un confronto chiaro e strategico sulle sfide che attendono l’Europa nel nuovo scenario multipolare.]]>
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