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        <description>Critical Stories è un podcast che rievoca alcune delle più celebri fake news della storia, analizzando i meccanismi che le hanno originate e le reazioni che hanno suscitato nel pubblico. Casi esemplari di disinformazione che
affondano nel passato ma interrogano il nostro presente, per uno sguardo vigile e critico sul mondo della comunicazione.</description>
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        <itunes:author>UniGe Radio</itunes:author>
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            <itunes:name>UniGe Radio</itunes:name>
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                    <![CDATA[Il lago della duchessa - parte due]]>
                </title>
                <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 00:17:00 +0000</pubDate>
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                                            <![CDATA[<p>Pochi giorni dopo l'annuncio, la verità viene a galla: il comunicato numero sette è un falso, vergato dalla mano di un abile falsario su commissione di menti rimaste ignote. Ricostruiamo come si è arrivati a smascherare l'inganno e ripercorriamo decenni di commissioni parlamentari e rivelazioni sconcertanti che hanno diradato solo in parte le ombre sul caso. Un mesto episodio che ci insegna come la disinformazione possa avere moventi oscuri e regie imperscrutabili, ancora oggi difficili da decifrare fino in fondo.</p>]]>
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                    <![CDATA[Il lago della duchessa - parte due]]>
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                    <![CDATA[Il lago della duchessa - parte uno]]>
                </title>
                <pubDate>Mon, 24 Aug 2026 11:46:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>UniGe Radio</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>18 aprile 1978, in pieno affaire Moro: le Brigate Rosse recapitano alla redazione de Il Messaggero un comunicato dal contenuto agghiacciante: il corpo del presidente della DC giacerebbe sul fondo del Lago della Duchessa, uno specchio d'acqua al confine tra Lazio e Abruzzo. La notizia sconvolge il Paese e getta la politica nello sgomento, ma le ricerche rivelano presto un'anomalia clamorosa: il lago, d'inverno, è irraggiungibile. Ricostruiamo quelle ore convulse e i primi indizi che smascherano uno dei depistaggi più inquietanti della storia repubblicana.</p>]]>
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                    <![CDATA[18 aprile 1978, in pieno affaire Moro: le Brigate Rosse recapitano alla redazione de Il Messaggero un comunicato dal contenuto agghiacciante: il corpo del presidente della DC giacerebbe sul fondo del Lago della Duchessa, uno specchio d'acqua al confine tra Lazio e Abruzzo. La notizia sconvolge il Paese e getta la politica nello sgomento, ma le ricerche rivelano presto un'anomalia clamorosa: il lago, d'inverno, è irraggiungibile. Ricostruiamo quelle ore convulse e i primi indizi che smascherano uno dei depistaggi più inquietanti della storia repubblicana.]]>
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                    <![CDATA[La fabbrica dei cadaveri]]>
                </title>
                <pubDate>Sun, 16 Aug 2026 23:44:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>UniGe Radio</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>Durante la prima guerra mondiale, nelle fangose trincee del Belgio inizia a circolare una macabra diceria: i tedeschi avrebbero trovato un modo per “trattare” i corpi dei caduti all’interno di appositi stabilimenti, ricavandone glicerina e altre sostanze utili all’industria bellica. La notizia si diffonde e viene rilanciata dai tabloid inglesi, che la sfruttano per allestire una violenta campagna di demonizzazione del nemico tedesco. In realtà, i terrifici resoconti si basavano su un sottile quanto decisivo equivoco semantico legato alla parola tedesca “kadaver”, che non rimanda ai corpi umani ma alle carcasse animali. Una gigantesca operazione propagandistica che richiama alcune esperienze recenti, evidenziando il nesso tra i processi disinformativi e le tecniche di costruzione del nemico. </p>]]>
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                    <![CDATA[Durante la prima guerra mondiale, nelle fangose trincee del Belgio inizia a circolare una macabra diceria: i tedeschi avrebbero trovato un modo per “trattare” i corpi dei caduti all’interno di appositi stabilimenti, ricavandone glicerina e altre sostanze utili all’industria bellica. La notizia si diffonde e viene rilanciata dai tabloid inglesi, che la sfruttano per allestire una violenta campagna di demonizzazione del nemico tedesco. In realtà, i terrifici resoconti si basavano su un sottile quanto decisivo equivoco semantico legato alla parola tedesca “kadaver”, che non rimanda ai corpi umani ma alle carcasse animali. Una gigantesca operazione propagandistica che richiama alcune esperienze recenti, evidenziando il nesso tra i processi disinformativi e le tecniche di costruzione del nemico. ]]>
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                    <![CDATA[Bufale lunari]]>
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                <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 23:40:00 +0000</pubDate>
                <dc:creator>UniGe Radio</dc:creator>
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                                            <![CDATA[<p>"Grandi scoperte astronomiche realizzate di recente da Sir John Herschel al Capo di Buona Speranza." Titolava così un lungo articolo pubblicato dal The New York Sun nel 1835, in cui erano descritti nel dettaglio i particolari di un'osservazione condotta da un illustre astronomo sul suolo lunare.<br />Sulla superficie del satellite, il telescopio di Herschel aveva messo a fuoco di tutto: fiumi, laghi, catene montuose e — nientemeno — degli "abitanti": pipistrelli umanoidi, ricoperti da una rada peluria e dotati di grandi ali membranose. Una scoperta sconvolgente. E clamorosamente falsa.</p>
<p>La Luna abitata esisteva solo nella mente fantasiosa di un giornalista della testata, che per far lievitare le tirature decise di sbigottire i lettori con una notizia elettrizzante, per quanto poco verosimile.</p>
<p>Perché alla fine, se una notizia solletica la nostra curiosità, ci viene voglia di crederci. </p>]]>
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                    <![CDATA["Grandi scoperte astronomiche realizzate di recente da Sir John Herschel al Capo di Buona Speranza." Titolava così un lungo articolo pubblicato dal The New York Sun nel 1835, in cui erano descritti nel dettaglio i particolari di un'osservazione condotta da un illustre astronomo sul suolo lunare.Sulla superficie del satellite, il telescopio di Herschel aveva messo a fuoco di tutto: fiumi, laghi, catene montuose e — nientemeno — degli "abitanti": pipistrelli umanoidi, ricoperti da una rada peluria e dotati di grandi ali membranose. Una scoperta sconvolgente. E clamorosamente falsa.
La Luna abitata esisteva solo nella mente fantasiosa di un giornalista della testata, che per far lievitare le tirature decise di sbigottire i lettori con una notizia elettrizzante, per quanto poco verosimile.
Perché alla fine, se una notizia solletica la nostra curiosità, ci viene voglia di crederci. ]]>
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                    <![CDATA[Bufale lunari]]>
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                    <![CDATA[<p>"Grandi scoperte astronomiche realizzate di recente da Sir John Herschel al Capo di Buona Speranza." Titolava così un lungo articolo pubblicato dal The New York Sun nel 1835, in cui erano descritti nel dettaglio i particolari di un'osservazione condotta da un illustre astronomo sul suolo lunare.<br />Sulla superficie del satellite, il telescopio di Herschel aveva messo a fuoco di tutto: fiumi, laghi, catene montuose e — nientemeno — degli "abitanti": pipistrelli umanoidi, ricoperti da una rada peluria e dotati di grandi ali membranose. Una scoperta sconvolgente. E clamorosamente falsa.</p>
<p>La Luna abitata esisteva solo nella mente fantasiosa di un giornalista della testata, che per far lievitare le tirature decise di sbigottire i lettori con una notizia elettrizzante, per quanto poco verosimile.</p>
<p>Perché alla fine, se una notizia solletica la nostra curiosità, ci viene voglia di crederci. </p>]]>
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La Luna abitata esisteva solo nella mente fantasiosa di un giornalista della testata, che per far lievitare le tirature decise di sbigottire i lettori con una notizia elettrizzante, per quanto poco verosimile.
Perché alla fine, se una notizia solletica la nostra curiosità, ci viene voglia di crederci. ]]>
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